Peschici 2002
Indubbiamente il più bel viaggio che abbia mai fatto: forse perché con i miei amici migliori,
forse perché avevamo appena finito gli esami di stato, forse perché ho trascorso una settimana
di vacanza pura lontano da ogni cosa familiare. Possono esserci molti motivi per cui dire che questa
vacanza rimarrà nella storia della nostra classe: la mitica V D. Forse dire mitica potrebbe essere
riduttivo in quanto spesso, leggo storie di amici che raccontano le loro avventure dell'ultimo anno,
e sempre c'è di mezzo questa parola. Forse ogni classe ha una propria storia e determinate avventure
da raccontare, e io adesso vi racconterò il nostro viaggio dopo l'esame di stato. Tutto era già
programmato: avevamo scelto una vacanza di divertimento, senza stress, anche se qualcuno (me compreso)
proponeva un bel campeggio in tenda; ma poi tutti convinti abbiamo deciso: destinazione PESCHICI,
villaggio IULIA. Prima di raccontare tutte o quasi tutte le nostre avventure, è necessario che vi
introduca tutti i componenti con cui ho condiviso questo viaggio. Non c'era la classe al completo,
eravamo in dodici: cinque ragazze e
sette
ragazzi. Per essere gentile presento prima le ragazze, rigorosamente in ordine di fila di banco
partendo dal mio posto a sedere in aula. Chiara, Monica, Fabiana, Mena e Serena. Chiara e Mena adesso
studiano a Chieti, e sono due ragazze che insieme possono combinarne di tutte i colori. Monica studia
qui a TorVergata e spesso ci vediamo per passare qualche ora in compagnia anche di altri amici. Fabiana
e Serena, invece, studiano al centro di Roma e chissà se ancora inseguono i loro amori. Per la "squadra"
dei boys i presenti erano oltre a me, Stefano, Pasquale, Michelangelo, Daniele, Raffaele e Vincenzo.
I primi tre studiano tutti insieme all'Aquila (e qui mi fermo altrimenti bisognerebbe raccontare e
potrei non finire mai), Daniele è rimasto nella "nostra patria", Campobasso, e devo dire che gli sms
si sprecano quando (io, interista, e lui milanista) ci sono le partite. Raffaele è quello che si è
allontanato di più in fatto di chilometri: ha scelto Milano, ma spesso (non so come) ci incontriamo
per una partitella a calcetto. Infine Vincenzo (beh, hai visto che ho inserito anche i vostri nomi?)..
che dire di Vincenzo, forse dire la verità non fa mai male, o forse si, comunque lui è un ex, nel senso
che siccome è affezionato alla scuola ha deciso di rimanerci un anno in più, ma questo lo ha deciso
quando facevamo il quarto, cioè quando ci siamo divertiti un mondo e lui era giusto davanti a me… un
amico e anche di più.
Basta con le ciance, inizia la storia.
Stefano è stato l'ideatore di tutto, e per la prima volta abbiamo fatto bene a fidarci di lui:
ha pensato alla destinazione e al villaggio, e si è persino occupato dell'agenzia (una cosa
veramente eccezionale per un tipo come lui). L'unica cosa che gli era sfuggita erano i mezzi di
trasporto: come detto eravamo in dodici, ma non avevamo a disposizione
tre macchine. Soluzione finale: ci siamo fatti accompagnare dal padre e dallo zio di Daniele, con i
pulmini della società ACLI di Campobasso! Pensate un po', io, arbitro, nel pulmino di una società
sportiva… vabbè. Il viaggio è stato divertente: qualche battuta che però mi risulta impossibile ricordare,
un paio di soste di relax, qualche scherzo e una curiosità che invece ci fece parecchio ridere:
poco prima di arrivare ci eravamo quasi persi, non trovavamo il villaggio e Vincenzo, parlando con lo
zio di Daniele che guidava, disse: "Fe, PAPA'!!". La scena fu divertente. Lì nel villaggio abbiamo
atteso un po' per gli appartamenti, ma poi ci sono state consegnate le chiavi e dei braccialetti.
Dovevamo proprio raggiungerli a piedi i nostri appartamenti?! … No. Così Daniele, in assenza dei
genitori, si è messo alla guida del pulmino, per evitare di portare a mano le
nostre borse, che fin quando erano le nostre vabbè, ma quando abbiamo visto quelle delle ragazze:
enormi (davvero!) abbiamo preferito "rischiare", e poi avevamo portato anche parecchia acqua da bere…
Gli appartamenti erano due, uno per le nostre amiche, l'altro per noi… Il nostro, che a detta
delle ragazze (chissà perché?!?), non aveva speranza di essere mai ordinato, venne destinato
anche a sala da pranzo: così ogni giorno Pasquale e Michelangelo si dedicavano alla cucina e poi
mangiavamo tutti insieme sul balcone. Il primo giorno ci siamo
subito ambientati e dopo un paio di giri nel villaggio eravamo già esperti. La spiaggia, la piscina,
i campi da calcetto, i bar e le piste da ballo sono state per 6 giorni il teatro delle nostre avventure.
La prima cosa da raccontare mi tocca particolarmente da vicino. Per tutti e cinque gli anni del Liceo,
mai nessuno era riuscito a farmi bere: nei pub io andavo a succhi. Può farvi ridere questo, ma è stato
così. Però sapevo che prima o poi dovevo cambiare. Ma dovevo sceglierlo io. E così è stato. Tra me e
Pasquale è nata quella "sfida" che oramai fa parte della storia, della nostra storia. La mattina del
secondo giorno abbiamo comprato una bottiglia di Vodka liscia e una bottiglia di Havana Club (credo di
avere ancora lo scontrino). Prima di uscire, la sera, ha avuto inizio la sfida: lentamente la mia
bottiglia di Vodka si svuotava, così come quella di Havana. Poiché a me una cosa deve piacere, Pasquale
mi ha consigliato di unire succo d'arancio e Vodka, e devo dire che andava giù veramente bene. Poi
siamo usciti e ci siamo subito indirizzati ai tavoli del bar all'aperto, o meglio ancora al bancone
dove servivano i cocktail. Non ricordo quanti ne ho mandati giù, forse tre, ma erano davvero buoni
e ricordo che continuavo a dire che erano poco alcolici. Così Pasquale rivolgendosi alla ragazza che
li preparava, disse di farne uno forte, molto forte. I miei amici già dicevano basta, dicevano
"quello non ha mai bevuto, poi sta male…" e così è nato un altro pezzo di storia: l'autocontrollo
o meglio definito più tardi da Stefano: Self-Control. Potrei rovinare tutta la mia serietà, ma se
sto qui a raccontare vuol dire che voglio farlo. Già…, il Self-Control!! Chissà quante volte quella
sera ho ripetuto del mio autocontrollo, che non avrei mai vomitato, che potevo bere qualunque cosa,
ma non avrei mai perso il mio autocontrollo… e tutto perchè non potevo tirarmi indietro dalla sfida,
o meglio.., tutto perché volevo vedere fin quando avrei resistito. Ad un certo punto sentivo però
qualcosa di strano e me ne uscii con il fatto dei cosidetti (da me) movimenti ritardati. Era vero,
ricordo benissimo tutto, era come se i miei occhi vedevano con qualche millesimo di secondo di
ritardo le immagini intorno a me. Sicuramente era un effetto dell'alcol, ma ero consapevole di
quanto avevo bevuto ed era allora che avevo raggiunto il massimo, forse anche qualcosina oltre.
Ma camminavo ancora benissimo, nessuno che mi reggeva o cose simili: stavo ancora bene. La serata
si andava spegnendo, o almeno per noi. Alcuni avevano ballato ed erano andati già a letto; altri
erano ancora pieni di energie. Ma qui serve conoscermi bene. Una volta tornati a casa, i miei amici
si stavano preparando per andare a letto, ma io e Stefano eravamo rimasti a parlare fin quando mi
sono accorto che Pasquale era andato a dormire..! No, non può finire così. Non potevo "vincere", o
forse non volevo "vincere"… Ricordo di aver preso un bicchiere d'acqua e di averlo versato su
Pasquale per svegliarlo e più o meno devo aver detto "Che fai ti ritiri? Dobbiamo finirci la
Vodka e l'Havana!!" Pasquale in quel momento mi ha mandato a quel paese, ma io continuavo a non
farlo dormire e così abbiamo continuato a bere. Pasquale aveva una strana faccia: voleva
"uccidermi"… e forse aveva tutti i motivi, ma come detto mi ha mandato solo una decina di volte
a quel paese… A quel punto ci siamo fatti un altro paio di bicchieri, io e Pasquale, e poi siamo
andati a letto. ……………….
Al mio risveglio, beh raccontarvi tutti i dettagli non mi piace ma qualcosa devo dirla.
Ho visto la faccia di Stefano esattamente quando lui ha guardato il pavimento: avevo vomitato.
Ma anche questo rimarrà nella storia, perché nessuno mi aveva visto, nemmeno io!! Durante la
notte, mentre dormivo… non lo so. Questo non potrete mai saperlo perché non lo sa nessuno. I miei
amici ancora rimpiangono il fatto di non avermi visto, forse perché sanno che sarà difficilissimo
che possa ripetersi. Ma come mi ricorda qualcuno… la speranza è l'ultima a morire!!!!!!!
Chi c'è andato peggio, però, è stato Daniele che si è ritrovato una scarpa da… lavare! Quella
scarpa è stata a mollo per una settimana intera sul balcone di casa e ogni giorno Daniele ripeteva
che non poteva più indossarla. Nel pomeriggio quando sono sceso in spiaggia, i miei amici si erano
messi d'accordo con lo speaker che intratteneva la gente sulla spiaggia e sono stato chiamato:…
"dov'è il Self-control della V D? … " Tralasciamo qualsiasi commento. Tutto ciò che ho fatto è stato
istruttivo e questo mi basta qualunque cosa pensiate.
Un altro vicenda da raccontare sicuramente è un'altra sfida……………. STOP , basta, non pensate che adesso
siamo diventati dei bevitori incalliti. Non centra niente l'alcol adesso. Si tratta piuttosto di un
gioco che posso garantirvi che ha riscosso successo pieno. Una sera da una discussione tra Chiara e
Daniele che poi si allarga a tutta la comitiva, nasce una sfida: Chiara diceva che noi ragazzi non
riuscivamo a "rimorchiare" o meglio a convincere delle ragazze a venire al tendone davanti il bar,
e Daniele naturalmente diceva il contrario. Morale: abbiamo passato una serata intera a conoscere
ragazze (noi) e ragazzi (loro) e a convincerli a venire nel posto stabilito all'una di notte.
Chi portava più gente vinceva. Abbiamo fatto molte figuracce, abbiamo conosciuto belle ragazze,
ci siamo divertiti e alla fine… beh statene certi che all'una di notte sotto quel tendone
c'erano tantissime persone che si ritrovavano lì senza alcun motivo, ma solo perché eravamo
stati noi a chiederglielo. ALTRO CHE ANIMATORI! E' stato bellissimo. Abbiamo parlato e scherzato per ore.
Tutto grazie a noi: la V D.
Durante quella settimana abbiamo partecipato anche ad un torneo di calcetto. La squadra era composta da
me, da Vincenzo, da Raffaele, (incredibile, ma verissimo) da Stefano e da un portiere, capelli biondastri,
rimediato gentilmente lì nel villaggio dalle nostre amiche, in particolare poi Serena ha approfondito le
conoscenze, tralasciando l'aspetto calcistico! Dico subito che siamo stati eliminati solo ai calci di
rigore, senza subire nemmeno un goal, nei quarti, dopo aver vinto la prima partita 3 a 0 e la seconda
partita per 1 a 0. Lì ho "scoperto" una nuova maglietta, quella della nazionale italiana indossata negli
europei del 2000: bellissima, ma siccome non sono riuscita a trovarla, ho detto a Pasquale, che me l'aveva
prestata, che prima o poi me la deve regalare. Abbiamo giocato le partite sotto un sole micidiale, è stata
durissima, ma anche lì ci siamo divertiti e non meritavamo di uscire. Oltre al calcetto io e Mena abbiamo
partecipato al torneo di carte: c'eravamo "allenati" durante quei giorni e così abbiamo partecipato,
avevamo preparato anche qualche "trucchetto", ma siamo usciti al primo turno… dopo aver aspettato non so
quanto tempo. Poi però ci siamo tuffati in piscina per rinfrescarci.
Lì nel villaggio tutte le sere si ballava e si sentivano sempre le stesse canzoni che però erano
abbastanza carine. C'erano gli animatori che si esibivano e tutti che ripetevano quei gesti, quelle danze.
Una delle ultime sere vendevano anche le cassette e così Chiara ne ha comprata una per ricordo. Da quelle
musichette e dai quei balletti è nata poi una canzone: il Massimiliano-ano-ano che prima o poi metterò in
rete, se l'ideatore, ovvero Daniele, vorrà esibirsi e soprattutto se io avrò il "coraggio" di pubblicarla,
ma credo di si. Cos'altro posso dirvi,… vediamo,… ah si, alcuni pomeriggi abbiamo affittato le canoe, sia
quelle singole sia le doppie e ci siamo fatti un po' di giri lì intorno e soprattutto ci siamo stancati
parecchio, ma è stato bello e non appena avrò modo voglio tornarci ancora una volta. Altri pomeriggi li
abbiamo passati in piscina, dove le ragazze hanno potuto approfondire le loro conoscenze con gli animatori,
soprattutto tramite la messaggeria che questi avevano organizzato. Un altro giorno sono andato a correre,
da solo. Nessuno che voleva correre, tutti che dicevano "vai, vai" … e sono andato. Ho ispezionato le
colline sopra i villaggi turistici, un paio di giri per le strade lì intorno e poi mi sono fatto il
ritorno sulla spiaggia. Più o meno sei o sette chilometri. Niente di che.
Adesso proprio non ricordo altri piccoli particolari da scrivere, poi eventualmente modificherò questa
pagina. Passo così all'ultima sera….. In spiaggia avevano organizzato un party per l'ultima serata: tutti
a ballare sotto il cielo stellato. La serata trascorreva senza particolarità rilevanti, ma avevamo deciso
di rimanere a dormire in spiaggia. E a mezzanotte siamo entrati nel mare per uno dei più classici bagni
di mezzanotte! Eravamo io, Stefano, Pasquale, Vincenzo, Monica e Michelangelo. Dopo qualche rapido sussulto,
abbiamo deciso di toglierci i costumi: io, Stefano, Pasquale e Vincenzo (Monica e Michelangelo nel
frattempo erano già usciti) abbiamo iniziato a sventolare al vento i nostri costumi come bandiere … solo
per poco però; ma Vincenzo ha preso quello di Pasquale che poi è rimasto in acqua, senza costume, mentre
noi eravamo già usciti… Era una serata bellissima, e non eravamo i soli ad aver deciso di rimanere in
spiaggia a dormire… che poi… si fa per dire dormire, perché io non ho chiuso occhio. Di quella nottata
ricordo davvero poco: c'erano le zanzare che davano un fastidio enorme, c'era Monica che non ricordo
perché ma mi sembra che io gli avevo bagnato i capelli e cercava di asciugarseli. Eravamo tutti sui
lettini, a parlare, scherzare, ripensare a quella vacanza che stava finendo, … tutti incominciavano ad
avere sonno. Così decisi ancora una volta di fare una corsetta e di coinvolgere un po' tutti, ma i più
anche questa volta ripetevano "vai vai"… e sono andato. Una corsetta alle prime luci dell'alba, sulla
spiaggia, aspettando il sole che sorge…. Magnifico! Al mio ritorno (il tragitto era veramente breve)
qualcuno avrà pensato: forse ha ragione. E così la prima volta venne con me Mena, una corsetta leggera,
…poi sono riuscito a convincere Raffaele, ma qui non si può parlare di corsetta, una corsa vera e propria,
…. e poi di sua spontanea volontà anche Fabiana: "voglio correre anche io… però piano!" E qual è il
problema, certo. E poi con Fabiana, finita la spiaggia, sono salito anche su per una collinetta dove
era situata una madonnina e da lì si vedeva tutto il panorama: bellissimo!
Così mi ero svegliato per bene: avevo fatto quel tratto di costa otto volte!
Poi è sorto il sole, sul mare: anche qui non poteva mancare una foto, per
uno spettacolo unico. Stranamente la foto con me e Vincenzo è uscita
scura, ma l'effetto è bellissimo e i lineamenti sono indubbiamente i nostri, mentre quella con
Fabiana e Monica risalta quasi i loro corpi. Dopo l'alba la nostra
avventura nel villaggio IULIA era giunta al termine. Dovevamo lasciare il villaggio in mattinata,
e così verso le otto ci siamo avviati a casa per sistemarci le valige e per farci un' ultima doccia.
Non serve raccontare il viaggio di ritorno, e non serve dirvi che quella fu una vacanza indimenticabile.
Ma quella settimana, per me ha segnato un passaggio: la gente ha ragione quando dice, ad esempio, alle
soglie dei 18 anni, che rimane tutto come prima: 18 è solo un numero significativo per il sistema in cui
viviamo; i giorni veramente importanti sono altri, come ci ricorda anche Leonardo Pieraccioni, nel film
I Laureati: il resto fa volume.
Ciao gente, ci vediamo